Il Monastero di Gaden

Oltre 600 anni sul percorso tracciato dal ven. Je Tsongkhapa:

il grande sentiero graduale attraverso Tibet, India e occidente

 

 La scuola Ghelug

"Ghé" (དགེ་ )significa virtù, e "lug" (ལུགས་) significa religione, setta, scuola.Ghé-lug è quindi la scuola della virtù,

e ghé-lug-pa (དགེ་ལུགས་པ་) sono i "virtuosi", i suoi adepti.

La scuola Gelug è l'ultima delle scuole buddhiste tibetane cosiddette "nuove", nate a seguito della seconda ondata di traduzioni di testi importati dall'India che ancora non esistevano quando le prime traduzioni raggiunsero il Tibet.

Le altre scuole principali tibetane sono la Nyngma (scuola dell'antica tradizione), la Kagyu (scuola della trasmissione della parole) e la Sakya (scuola della Terra Grigia, la località della loro sede).

 

Il fondatore Tsongkhapa e i suoi due discepoli

Il fondatore della scuola Gelug è il grande maestro Je Tsongkhapa, nato nel 1357 e morto nel 1419.

Il suo nome in sanscrito è Sumati Kirti, ma è noto anche come Lobsang Drakpa.

Tsong significa cipolla, Tsongkha è la regione, il distretto tibettano noto come distretto delle cipolle e Tsongkhapa significa colui che viene dalla regione delle cipolle.

Tsongkhapa pronunciò i voti da novizio all'età di sette anni ed il suo percorso di studio fu intenso e proficuo, ricevendo insegnamenti ai più alti livelli dai più grandi maestri delle diverse tradizioni buddhiste tibetane.

A 36 anni si sentì pronto per fondare una sua tradizione e dopo un ritiro di quattro anni concepì il progetto del Lam-rim Chen-mo, un'opera fondamentale nella quale combinò gli insegnamenti kadampa di Atisha con quelli di Nagarjuna e di Asanga.

Nei pressi di Lhasa fece edificare un monastero chiamato Geden Nampar Gyalway Ling, noto

successivamente con il nome di Gaden.

 

All'interno del monastero furono creati due collegi, quello di Jangtsé, creato da Horton Namkha

Pelzang, e quello di Shartsé, fondato da Neten Rinchen Gyaltsen.

Il centro monastico divenne ben presto molto famoso per gli studi filosofici. L'abate viene chiamato Ganden Tripa e la carica si trasmette in base al merito a chi si distingue particolarmente negli studi.

I primi abati dopo la morte di Je Tsongkhapa furono i suoi due discepoli Kedrub-Je e Gyatsab-Je.

 

Altri discepoli di Je Tsongkhapa fondarono gli altri baluardi della dottrina Gelug in Tibet:

  • Gendün Drup fondò il monastero di Tashilumpo a Shigatsé, dimora
  • dei Panchen Lama;
  • Jamyang Chödie fondò Drepung, a poca distanza da Ganden,
  • Jamchen Chödie fondò Sera, anch'esso nei pressi di Lhasa
  • Je Sherab Senge fondò Gyümé
  • Künga Döndrub fondò Gyütö.

Tra le opere importanti di Je Tsongkhapa ricordiamo anche "Il rosario d'oro" e "La lampada che illumina ogni cosa", oltre ad una serie importante di commentari ai testi di altri maestri quali Luyipa e Chandrakirti ed infine il "Commentario che apre gli occhi alla visione del senso nascosto".

Il grande maestro lasciò il corpo durante una meditazione nel 1419, manifestando tutti i segni della realizzazione della fase di completamento.

 

I grandi monasteri del Tibet

Ganden è la parola tibetana che significa "i soddisfatti", "i gioiosi", nome di uno dei cieli degli dei del regno o sfera del desiderio (il quarto cielo): è il cielo in cui dimorava Buddha quando decise di nascere un'ultima volta sulla terra per raggiungere la completa illuminazione, cielo che in sanscrito e in pali si chiama "Tushita".

Il Monastero di Ganden è situato a circa 50 km a nord-est di Lhasa, nella cosiddetta Regione Autonoma del Tibet, i cui confini sono molto più ristretti di quanto non fosse l'estensione del Paese prima dell'invasione cinese. Lhasa si trova al centro dell'antica provincia dell'Ü.

Ganden si trova inserito come in una culla sulla montagna che sovrasta la valle del Kyi-Chu.

Anche gli altri Monasteri fondati dai discepoli di Tsongkhapa si trovano nei pressi di Lhasa:

Drepung e Sera. Tashilumpo invece è situato a circa 250 km a sud ovest della capitale. A sud di Ganden si trova anche il monastero di Samye, il primo monastero costruito in Tibet per opera di Guru Rimpoche.

In passato, raggiungere il Monastero di Ganden costituiva un viaggio molto faticoso sulla montagna.

Oggi vi si arriva in automobile su una strada asfaltata dai molteplici tornanti.

 

Il Kora

Sopra il Monastero, si erge anche la vetta dell'Angkor-ri, meta di pellegrinaggio e parte del Kora alto. Il Kora è il percorso di circumambu-lazione del Monastero e a Ganden ne abbiamo

due: il Kora alto infatti sale alla vetta con una vista impagabile in mezzo a erti prati pieni di fiori.

Si ricongiunge poi con quello detto basso, che fa il giro del cucuzzolo della montagna all'altezza del monastero e propone scorci di vista bellissimi sulla

vallata sottostante, attraversata dal fiume Kyi (Kyi-ciu). La partenza è al crogiuolo di bandiere che segna il bivio: a sinistra Kora alto, a destra Kora

basso. Purtroppo, rientrando al monastero, spicca ora in fondo - all'entrata del villaggio monastico - la costruzione della sede della polizia, i cui lavori sono iniziati nel 2007.

 

Dallo splendore alla rovina

Quale centro riconosciuto di grande fama per l'insegnamento della filosofia, Ganden contava

all'inizio del 1900 circa 6000 monaci, scesi a 2000 a metà del secolo scorso ed ora ridotti a poche centinaia.

Il Monastero conobbe una implacabile distruzione con l'arrivo delle guardie rosse cinesi e della

rivoluzione culturale. Ora è in atto la sua ricostruzione, ma purtroppo solo a scopo turistico, visto che le possibilità di espressione sono molto limitate.

Visitando il Monastero, si possono vedere comunque ricostruzioni di cose, pitture, oggetti

tradizionali di sicuro interesse e la vita continua nel solco della tradizione.

 

Esilio verso l'India e verso l'Occidente

Purtroppo, a seguito non solo delle distruzioni dei monasteri stessi, ma soprattutto dell'impossibilità di continuare a praticare così come insegnato dai loro grandi maestri - e per non perdere la vita - moltissimi monaci, cosî come moltissimi civili, si sono sentiti costretti a lasciare il loro paese, il Tibet, alla ricerca di nuovi luoghi dove poter vivere liberamente e praticare in pace.

Nella cattiva sorte, l'esilio dal Tibet è stato una fortuna per il resto del mondo: paradossalmente, i monaci tibetani hanno riportato in India tutta la ricchezza degli insegnamenti buddhisti che - nati lì - si erano nel tempo dispersi; e l'hanno portata anche all'Occidente, che oggi, come noi, può trarne grande beneficio.

 

Accolti in India 

Grazie alla generosità dell'India, i profughi tibetani hanno ricevuto terre dove abitare, ed i monaci,

aiutati anche da sponsor da tutto il mondo, hanno ricostruito i loro monasteri e le loro scuole per tramandare una cultura filosofica e religiosa di immenso valore.

Attorno alla cittadina di Mundgod, che è un tipico centro indiano, con il suo disordine ed il traffico

caotico dove carichi agricoli enormi si confondono con i rigscio e le motorette "di famiglia" su cui salgono padre, madre e due o tre figli, la regione è molto vasta e la popolazione tibetana ha potuto crearsi nuovi centri vitali.

Nei dintorni del Monastero di Ganden si trovano tra altro:

  • una decina di campi con un paio o più di decine di migliaia di profughi tibetani, con mercato, ristoranti e scuole per i bambini,
  • diverse sezioni del Monastero di Ganden, con anche il monastero femminile, e le diverse infrastrutture, quali cucine,scuole, biblioteche, mercati,
  • all'interno troviamo pure servizi amministrativi e culturali importanti, come i servizi informatici e la tenuta a giorno dell'elenco dei monaci presenti (circa tremila). 
  • altri Monasteri delle altre scuole buddhiste tibetane
  • un luogo di cremazione,
  • una casa per anziani

Girando per le strade in terra battuta ci si imbatte in stuoli di monaci intenti ad andare a ricevere il pasto, alla preghiera nel gompa, o in passeggiata, e ci si imbatte anche nelle numerose mandrie di bovini che vengono allevati nei dintorni.

All'interno del Monastero troviamo anche la sede operativa per la gestione delle adozioni a

distanza curate in Italia da Kailash Onlus su iniziativa del Centro buddhista di Paladina

Al monastero troviamo ricostruiti le costruzioni, i simboli del Buddhismo, le thangkas, le immagini

sacre, le statue e gli oggetti rituali che si trovavano nel monastero originale.

L'attività monastica prosegue alacremente, con gli insegnamenti, l'elaborazione di nuovi testi e

commentari da parte dei maestri, la scrittura su computer di importanti testi di dharma. Per l'insegnamento, sono stati introdotti anche i moderni metodi informatici.

Naturalmente ampio spazio viene sempre dato alle preghiere ed alle recitazioni.

 

L'arrivo del ven. Geshe Lobsang Sherab, dapprima a Roma, poi a Bergamo e a Lugano

Dall'inizio degli anni '80, inizia l'espansione degli insegnamenti verso l'occidente. Nel 1981, con l'arrivo del ven. Maestro Geshe Jampel Senghé, un ramo importante dell'attività ed insegnamenti del Monastero di Gaden si estese verso l'Italia. Nel 1985 grande impulso fu dato dal venerabile Geshe Sonam Cianciub, che successivamente nel 1998 chiamò al suo fianco il ven. Geshe Lobsang Sherab, al quale affidò la conduzione del Centro Giang Ciub di Bergamo.

L'instancabile attività di Geshe Lobsang Sherab, anche in collaborazione con altri centri sorti in Italia, ha portato alla creazione di diversi gruppi di insegnamento e pratica buddhista e di diffusione della cultura tibetana in Europa.

Nell'autunno del 2006, fu chiamato anche dall'Associazione di cultura tibetana e per la pace di Malvaglia (Svizzera), con la quale iniziò una proficua collaborazione.

Fu Geshe La a stimolare la creazione dell'Istituto Kalachakra, che nel 2010 portò la sua sede a Lugano-Massagno.

 

La nascita della Gaden Jangtsé Federation Europe

Grazie alla rete di contatti di collaborazione ed amicizia che Geshe La ha saputo creare tra i centri da lui guidati spiritualmente, su iniziativa sua e del Monastero a Mundgod, nel 2007 nasce la Gaden Jangtsé Federation Europe, che oggi conta fra i suoi membri:

  • il Centro Giang Ciub di Paladina
  • l'Associazione il Monastero di Cisterna a Cisterna di Latina
  • il Centro Studi Maitri Buddha di Torino
  • il Centro Studi Maitri Dharma di Domodossola
  • l'Associazione di cultura buddhista tibetana e per la pace di  Lugano-Breganzona con l'Istituto  Kalachakra
  • il Naro Centre di Arezzo
  • il Gruppo Nuun for Tibet di Valsassina
  • il Centro Giamtzé di Roma
  • il Centro Maitri Sangha di Rieti

L'auspicio è che questi Centri, ed i prossimi che si aggiungeranno in futuro, sappiano proseguire con generosità, etica e impegno entusiastico sul percorso tracciato, al fine di cooperare intensamente per la salvaguardia della cultura tibetana e la diffusione del dharma.

 

Questa breve presentazione della vita del Monastero di Gaden Jangtsé è dedicata per il

beneficio di tutti gli esseri senzienti ed affinché gli insegnamenti del Venerabile Sumati Kirti brillino per sempre anche in Occidente nel solco tracciato in

Italia dal venerabile Geshe Sonam Cianciub ed ora dal nostro caro Geshe Lobsang Sherab. Che questi insegnamenti possano tornare presto ad irradiare liberamente la terra del Tibet. E' dedicata pure a Sua Santità Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, che con la sua venuta a Milano il 27 e 28 giugno 2012 ci ha beneficiato dei suoi preziosi insegnamenti ed ha favorito l'incontro fraterno fra i membri di tutti i Centri aderenti alla Gaden Jangtsé Federation Europe: a lui auguriamo lunga vita e che possa al più presto ritornare nella sua amata terra.

OM AH GURU BENZA DHARA SUMATI KIRTI SIDDHI HUNG HUNG

 

 གངས་རི་ར་བས་བསྐོར་བའི་ཞིང་ཁམས་སུ།།    

In questa terra pura tra montagne innevate

ཕན་དང་བདེ་བ་མ་ལུས་འབྱུང་བའི་གནས།།    

tu che sei la fonte di ogni beneficio e felicità,

སྤྱན་རས་གཟིགས་དབང་བསྟན་འཛིན་རྒྱ་མཚོ་ཡི།།

oh Tenzin Gyatso, potente Avalokiteshvara,

ཞབས་པད་སྲིད་མཐའི་བར་དུ་བརྟན་གྱུར་ཅིག།  

possa tu dimorare fino alla fine del Samsara. 

 

Milano, 27 giugno 2012

© Istituto Kalachakra, Massagno