La biblioteca

Apertura regolare

martedì pomeriggio dalle 13.00 alle 16.00

esclusi i giorni festivi e vacanze scolastiche.

 

Durante i mesi di giugno, luglio e agosto la biblioteca viene aperta volentieri su richiesta.

 

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La biblioteca è specializzata nel settore del Buddhismo e delle religioni in genere, della filosofia, della psicologia, della scienza in relazione con la mente, delle terapie olistiche, della parapsicologia, come pure della storia e delle tradizioni del Tibet.

Sono disponibili un migliaio di libri, oltre a registrazioni ed audiovisivi in italiano, francese, tedesco, inglese, spagnolo e tibetano.

 

 


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Libri consigliati

TULKU, LE INCARNAZIONI MISTICHE DEL TIBET

di Piero Verni e Giampietro Mattolin; Venezia 2015, pag. 192, € 30

 

I tulku sono quei maestri spirituali che scelgono di ritornare nel mondo, esistenza dopo esistenza, per essere di aiuto agli esseri viventi. La tradizione di queste reincarnazioni mistiche è una caratteristica peculiare del Buddhismo vajrayana, la forma dell’insegnamento del Buddha diffusa in Tibet, regione himalayana e Mongolia. Profondamente radicata nelle culture di questi Paesi, fuori per  dall’universo tibetano questa usanza è stata spesso fraintesa. Scopo di “Tulku, le incarnazioni mistiche del Tibet” è quello di fornire al lettore, attraverso un linguaggio semplice e chiaro, un quadro esauriente di cosa effettivamente sia la tradizione dei tulku e di come interagisca con le società nelle quali è presente. Grazie anche alle numerose interviste concesse agli autori dal Dalai Lama e da altri importanti lama buddhisti, questo libro ricostruisce la storia, l’orizzonte religioso ed etnico, l’attuale condizione e il futuro di questa fondamentale componente della civiltà tibetana. Di particolare interesse inoltre, i capitoli dedicati alla vita del VI Dalai Lama (il più eterodosso di tutto il lignaggio) e all’infanzia dell’attuale quattordicesima reincarnazione, prima che venisse riconosciuta e insediata a Lhasa in qualità di massima autorità del Tibet.

Da segnalare infine come dalle pagine di questo volume (sia grazie al testo sia all’imponente apparato fotografico di cui si avvale) emerga anche una nitida immagine del Tibet e dei luoghi in cui i tulku esercitano la loro funzione spirituale.

 

Tibet etnico nell'universo himalayano

UNA TRILOGIA PER NON DIMENTICARE

Preziosa trilogia di Giampietro Mattolin, Piero Verni e Fiorenza Auriemma

 

 La recente tragedia dei terremoti che hanno scosso la regione himalayana con la sua lunga serie di morti e feriti ha catalizzato l'attenzione del mondo su quel grande lembo di terra disteso tra le più alte montagne del mondo. Lembo di terra che nell'ultimo secolo è diventato simbolo di spiritualità, di ricerca interiore, grazie allo sviluppo del Buddhismo nel Tibet e nelle regioni confinanti, sin dai primi secoli dell'era cristiana. Questa evoluzione ha portato a una corrispondente crescita culturale legata alla crescita dei monasteri e dell'attrattività della vita monastica, attorno alla quale si sono strette le usanze della popolazione laica, creando una forte "coesione culturale e una adesione nei confronti del proprio stile di vita che non aveva paragoni nelle limitrofe nazioni asiatiche", come annota il giornalista Piero Verni nella Trilogia racchiusa in un prezioso cofanetto realizzato nel 2013 che comprende i volumi "Himalaya", "Mustang" e "Lung ta". Scopo della pubblicazione è mantenere viva l'attenzione e l'interesse per quella cultura, che nonostante il tentativo di annientamento provocato dalla rivoluzione cinese, dà ora qualche segno di ripresa nel Tibet stesso, ma soprattutto continua a vivere in quello che viene definito "Tibet etnico", ossia in quei paesi come il Ladakh, il Buthan, il Sikkim, il Mustang, il Dolpo, abitati da popolazioni di origine tibetana, in cui ancora oggi si manifesta una "civiltà assolutamente consonante con quella tibetana per quanto riguarda cultura, tradizioni, composizione sociale e religione". A quest paesi si aggiungono poi le colonie costituite dai Tibetani in esilio nei paesi confinanti con il Tibet ed in India in particolare. Ovunque ci si sforza di mantenere salde le tradizioni e viva la cultura, anche se l'impresa è spesso ardua date le condizioni in cui gli esuli si trovano a dover vivere. I tre libri si avvalgono del materiale fotografico raccolto da Giampietro Mattolin, i testi di "Lung ta" e "Himalaya" sono di Piero Verni, mentre quelli di "Mustang" portano la firma di Fiorenza Auriemma. "Mustang" è anzitutto un diario di viaggio in cui l'autrice esprime il racconto degli incontri fatti, descrive i paesaggi, esprime le sue emozioni. Himalaya è un reportage fotografico dedicato a luoghi, ritratti e spiritualità. In "Lung ta" invece Piero Verni narra i luoghi attraverso la descrizione delle loro peculiarità storiche, sociali, economiche, una ricchezza di informazioni  per chi desidera conoscere in modo più approfondito gli universi tibetani accomunati dalle bandierine di preghiera che sovrastano monasteri, passi di montagna, luoghi sacri. Una lettura consigliata a tutti gli amanti della regione himalayana e a tutti quelli che sono coscienti della necessità di tenere viva questa cultura ricca di storia e di spiritualità.