Le lezioni con il nostro maestro Ghesce Lharampa Lobsang Sherab riprenderanno quest'autunno.


 

"Per quanto a lungo durerà lo spazio
e per tutto il tempo in cui rimarranno esseri,

fino ad allora anch'io possa restare,
per eliminare la sofferenza dal mondo".

Shantideva



Ciao, Enrica…

Con grande dolore e con immensa tristezza, comunichiamo ai nostri lettori che lunedì 25 giugno alle ore 13,10,

ha lasciato serenamente il proprio corpo Enrica Pesciallo. Una nostra cara amica, una instancabile animatrice culturale che ha messo le sue qualità umane e organizzative al servizio del “Messaggio dei Tibetani” e in particolare di quello dei Maestri spirituali di questo popolo. Infaticabile coordinatrice dell’Istituto Kalachakra di Lugano, Enrica è stata una delle figure chiave nella diffusione della cultura e della spiritualità del Tibet in Svizzera e in Italia. Con lei il nostro progetto “L’Eredità del Tibet” ha avuto il piacere e l’onore di lavorare in svariate occasioni, durante le quali abbiamo potuto apprezzare il grande spessore umano e culturale di Enrica Pesciallo. La sua scomparsa lascia un grande vuoto nei nostri cuori. Conoscendola bene però, sappiamo che il miglior

modo per ricordarla è continuare il nostro lavoro per il Tibet, per la sua gente e per i suoi preziosi Maestri.

In questo momento triste e difficile, un pensiero affettuoso lo mandiamo al marito Stelio, anche lui nostro caro amico e che con Enrica ha condiviso tanti sogni, tante speranze, tante gioie e anche qualche delusione.

Ciao Enrica, grazie per esserci stata e per averci onorato della tua amicizia e vicinanza.

Un privilegio che non dimenticheremo.

 

Piero Verni

Giampietro Mattolin

 

Numero 41 della Newsletter "The Heritage of Tibet"



Lasciar fluire non significa dimenticare

Un ricordo della cara Enrica Pesciallo e dei suoi indimenticabili contributi a Ticino Management Donna

 

Questa è una prima volta per Ticino Management Donna. Ci sono prime volte liete, ma anche purtroppo prime volte tristi. E questo è il caso. È la prima volta che la redazione si trova a ricordare una collega scomparsa, che, pur lavorando per noi in modo saltuario, ha lasciato un vuoto – detto senza retorica - difficilmente colmabile.

Si tratta di Enrica Pesciallo, che ci ha lasciati lo scorso giugno dopo una lunga e dolorosa malattia, che l’aveva piegata nel corpo, ma di sicuro non nello spirito.

Enrica aveva fatto dell’impegno politico, sociale, culturale e spirituale uno scopo della sua vita. E, fin dalla più giovane età, aveva espresso questa sua multiforme passione nell’attivismo in varie organizzazioni pubbliche e private e pure nel giornalismo e nella scrittura.

Era arrivata alla nostra redazione in età matura, dopo avere abbracciato il Buddhismo tibetano, un’esperienza che l’aveva segnata profondamente e che sentiva il bisogno di esprimere anche nella scrittura, oltre che nell’attività dell’Istituto Kalachakra per gli studi sul Buddhismo e per la pace, da lei stessa fondato.

Tra il 2015 e il 2016 in quasi tutti i numeri di TMDonna sono apparsi articoli di Enrica, su temi importanti, che lei stessa ci aveva proposto in prima persona: dall’importanza del dialogo interreligioso e interculturale al rapporto uomo-natura, dalla privacy on-line fino al diritto alla prosperità per i privati e per le aziende. Temi anche molto diversi, in cui Enrica non ha mai avuto il timore di esprimere un’opinione spesso controcorrente e pure opposta a quella di chi scrive, che però ha sempre ritenuto importante pubblicare i suoi testi integralmente per i loro molteplici input alla riflessione e alla critica come anche per la loro rigorosa documentazione. Come è stato, ad esempio, il caso della dura critica di Enrica all’enciclica di Papa Francesco Laudato si’.

Un vero valore aggiunto per il nostro magazine, che ha potuto offrire alla sue lettrici degli articoli-essai originali e fuori dal coro.

Poi la brutta notizia: una malattia grave e difficile da curare, che Enrica, pur lottando strenuamente per guarire, ha accettato con la serenità che la fede buddhista offre ai suoi seguaci di fronte alle disgrazie della vita, invitandoli a lasciare fluire quello che essa offre. 

In quei momenti difficili possiamo dire con sicurezza che Enrica abbia trovato un conforto anche nella scrittura.

È riuscita a scrivere un articolo, che abbiamo pubblicato nel primo numero del 2018, davvero commovente, dal titolo Assaporare il silenzio dedicata all’importanza dell’introspezione sincera: oggi questo articolo, ricco di riferimenti colti alla tradizione anacoretica ed eremitica, ci pare un vero a proprio testamento, in cui traspare in filigrana, ma senza autocommiserazione, l’esperienza della malattia.

Sono passati poi alcuni mesi, in cui la famiglia ci ha detto che Enrica, conscia che la sabbia della sua clessidra si stava rapidamente esaurendo, si è dedicata ad approfondire e ad applicare i principi del Dharma buddista facendoli integralmente suoi. Ma, pur preparandosi intensamente al grande passo, accarezzava ancora il desiderio di scrivere e in questo desiderio trovava un grande conforto. Infatti ai primi di giugno scorso, poche settimane prima di andarsene, Enrica ha scritto un bellissimo messaggio alla redazione che si conclude così «nei giorni che sto meglio con la testa penso all’articolo: non so se e quando arriverà, ma il pensiero è positivo».

Ecco, colma di questo pensiero positivo di poter ancora scrivere, ci piace ricordarla come esempio di grande coraggio e grandezza nella umana fragilità, di chi ha cercato di vedere fino all’ultimo momento i lati belli della vita.

Arrivederci Enrica! 

 

Valerio De Giorgi e Elisabetta Calegari

Ticino Management